Ore decisive per la legge elettorale
L'equilibrio precario del patto Renzi-Berlusconi
"Siamo al gossip delle agende. Il problema non è se ci incontriamo o no. Ora il problema è che è stata fatta una bozza di accordo che è un passo in avanti molto importante". Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se ci fosse stato un altro incontro con il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per discutere della legge elettorale. "Ci sono discussioni aperte su dettagli secondo me abbastanza facilmente risolvibili. Sarebbe un peccato perdere l'occasione", ha proseguito Renzi riferendosi al percorso delle riforme. Leggi anche Merlo Così i feudatari di Forza Italia assediano di noia il Barone d’Arcore
5 AGO 20

"Siamo al gossip delle agende. Il problema non è se ci incontriamo o no. Ora il problema è che è stata fatta una bozza di accordo che è un passo in avanti molto importante". Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se ci fosse stato un altro incontro con il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per discutere della legge elettorale. "Ci sono discussioni aperte su dettagli secondo me abbastanza facilmente risolvibili. Sarebbe un peccato perdere l'occasione", ha proseguito Renzi riferendosi al percorso delle riforme. "Ora la palla è in mano al Parlamento. I piccoli partiti chiedono un rinvio. Vediamo cosa deciderà la presidente della Camera. Tutto quello che doveva esser fatto è stato fatto, anche da parte del Pd, con riferimento al ritiro degli emendamenti". Poi, ai giornalisti che gli chiedevano cosa potesse accadere in caso di fallimento, Renzi ha replicato: "Ho già risposto molte volte".
L'APPELLO AL M5S - "Faccio un appello ad uscire allo scoperto. A dire quello che pensano. Ci sono tante persone per bene, che fanno bene il loro lavoro, faccio un appello per dare una mano all'Italia, perché l'Italia ha bisogno anche di loro". Così il sindaco di Firenze si è rivolto ai parlamentari del Movimento 5 Stelle che non sono in sintonia con le posizioni del leader, Beppe Grillo.
IL POST DI QUESTA MATTINA - "La legge elettorale non è la cosa più importante. Ma è l'inizio di un percorso che può cambiare il Paese: taglio dei costi della politica, semplificazione, superamento di Senato e Province, lotta contro le rimborsopoli regionali. Se passa questa legge poi è più semplice tutto, dal piano per il lavoro all'attrazione degli investimenti stranieri, come hanno notato autorevoli osservatori internazionali in queste ore", ha sottolineato Renzi parlando, su Facebook, della legge elettorale. "Tutto è migliorabile – aveva scritto questa mattina il segretario del Pd sul social network – ma l'accordo sulla legge elettorale dopo anni di immobilismo adesso c'è, corrisponde al dettato costituzionale, può far uscire l'Italia dalle sabbie mobili. Rispetto le motivazioni di chi in queste ore sta disperatamente cercando di bloccare tutto, qualcuno persino in buona fede. Ma fuori dalle stanze dei palazzi c'è un Paese che ha bisogno di gesti concreti di cambiamento. Ora, non tra qualche anno. E una politica che non decide neanche sulle regole del gioco, non è più credibile su niente", aveva avvertito.
post di Matteo Renzi.
"Ieri ho chiesto ai nostri deputati di ritirare gli emendamenti per far cadere ogni alibi sulle divisioni interne. Bene adesso tocca al parlamento", ha poi sottolineato Renzi. "Personalmente – aveva aggiunto – non mi farò ingabbiare nelle stanche liturgie della politica tradizionale: le carte sono in tavola, nessuno può bluffare. Se qualcuno vuol far saltare tutto, lo faccia a viso aperto e lo spieghi al paese". E già oggi, sulle voci di un suo incontro con Silvio Berlusconi, Renzi aveva precisato: "Per quanto riguarda me e i miei presunti incontri di oggi, io sono a Firenze a inaugurare la nuova pista ciclabile di via Malibran".
I punti ancora da affrontare per trovare un accordo sulla legge elettorale sarebbero l'innalzamento dal 35 al 38 per cento della soglia per far scattare il premio di maggioranza, la delega al governo sulla definizione dei collegi, con il limite di 60 giorni oltre cui la materia passerebbe al parlamento, e l'abbassamento delle soglie di sbarramento dal 5 al 4 per cento e dall'8 al 7 per cento. La riforma della legge elettorale dovrebbe arrivare in Aula alla Camera giovedì 30 gennaio, in seduta pomeridiana, secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo.
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